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Torre B, interno vuoto
Lo sgombero di un’abitazione produce conseguenze sociali che ricadono soprattutto sulle persone più fragili. E come sempre, l’amministrazione se ne lava letteralmente le mani. Accade in tutta Italia, ed è accaduto anche a Ferrara, lo scorso febbraio.
Il caso del grattacielo di Ferrara ha messo in luce una contraddizione frequente nelle nostre città: per anni problemi strutturali e sociali possono rimanere sullo sfondo, fino a quando un’emergenza li rende improvvisamente visibili. Nel frattempo, però, le persone continuano ad abitare quegli spazi, a lavorare, pagare affitti o mutui, costruire relazioni e immaginare un futuro. A vivere, in definitiva.
E da un momento all’altro, quello spazio rimane fisicamente vuoto. Paolo Panzacchi, con questo racconto non vuole andare contro nessuno. Preferisce dare parola a quelle (poco più che) quattro mura che ospitavano oltre 300 persone. Il risultato si traduce in un racconto permeato proprio di quel vuoto, di quel silenzio, di quel freddo che rimane.
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